Tra i moli e gli stand

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Posted by admin On maggio – 13 – 2013

Chi ha detto che il vino deve essere bianco per abbinarsi bene a un piatto di pesce? Stefano Fanticelli, musicista, nonché presidente del Club Maledetto Toscano, ha pensato a una sfida giocata tutta entro i confini della sua regione, la Toscana. Così ieri, in una degustazione organizzata nollo stand del Sigaro Toscano (l’unico di colore scuro nella tendopoli di Slow Fish), si sono confrontati tre prodotti emblematici dell’identità toscana: il caciucco, la tipica zuppa di pesce livornese, firmato per l’occasione da Luciano Zazzeri, chef della Pineta di Marina di Bibbona, un vino rosso di Bolgheri, il Sassicaia, considerato fra i più importanti vini italiani, e il Toscano AD 1492, sigaro confezionato a mano nella manifattura tabacchi di Lucca.

Per il suo caciucco Zazzeri ha impiegato sia pesci poveri, come la razza e il polpo, che di pregio, come gamberi e la rana pescatrice, cotti sottovuoto a una temperatura di 65 gradi e insaporiti, fra l’altro, con alcuni pistilli di zafferano di San Miniato: un piatto ricco ma equilibrato con cui il Sassicaia 2007, 85% Cabernet Franc, si sposa in piena armonia.

Nell’abbinamento si è in serito alla fine il toscano, in buona compagnia con il corposo rosso dell’Alta Maremma. Armonie fra identità di un territorio percepite con quella lentezza che è alla base della filosofia di Slow Food, perché, afferma Fanticelli, “la sigaretta è fast, ma il sigaro è slow”.

(articolo apparso su “Il Secolo XIX” di Domenica 12 Maggio 2013)

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Lo zafferano di Croco e Smilace